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Di seguito la lettera ricevuta dal socio Emanuele Della Rocca che ha frequentato il 4°Anno ISTITUTO NAUTICO DI SALERNO e che ha partecipato il 6 agosto 2023 a un temporaneo imbarco su nave Palinuro.
Mi presento, mi chiamo Emanuele Della Rocca ho 17 anni e sto per
raccontare l’esperienza più bella della mia vita.
Tutto ebbe inizio il giorno 06/08/2023 con la partenza del treno diretto
a Messina, luogo in cui la nave era attraccata, mi ricordo ancora quella
sensazione di paura e di sapere che pervadeva tutto il mio corpo e il
desiderio di conoscere quello stile di vita che all’esterno sembra
difficile e pericoloso ma quando lo vivi sulla tua pelle è un’emozione
unica.
Quando arrivai al porto di Messina la prima cosa che vidi fu la
maestosità della nave, notai che tutti i ragazzi erano già stati messi
in fila per l’appello, in quel momento provai un mix di emozioni
indescrivibili ero pieno di nervosismo e di felicità allo stato puro,
finita la presentazione con gli accompagnatori salimmo sulla nave e ci
sistemammo nei locali allievi, concluso ciò passammo tutta la serata a
visitare Messina per poi tornare alla nave.
Il giorno dopo partimmo per arrivare alla prima tappa che era Malta,
imboccando il mare aperto, capii subito che la marina militare è
un’esperienza che ogni persona deve provare perché capisci fin da subito
cosa significano le parole sacrificio e determinazione.
Sacrificio perché per fare questa vita devi essere convinto al 100% di
intraprenderla e devi accettare sia i lati positivi che negativi;
Determinazione perché devi saper combattere e rialzarti in tutte le
maniere possibili in qualunque situazione in vista.
Durante tutto il viaggio nostalgia di casa non ne avevo, ero talmente
impegnato e concentrato a lavorare per essere utile al massimo che non
pensavo che tutto questo finisse, certo la mia famiglia mi mancava però
quando stavo lì pensavo solo a essere utile al 100% sia per me stesso
che per l’intero equipaggio.
Purtroppo anche le cose più belle finisco, appena arrivati a Brindisi
(ultima tappa del viaggio), non volevo tornare a casa, ero triste e non
volevo lasciare la nave soprattutto non volevo salutare i ragazzi che ho
conosciuto là sopra perché si era creata una seconda famiglia e una
seconda casa per me, salutai tutti quanti con una tristezza immensa e
quando ripenso ancora a quell’esperienza mi scendono le lacrime e provo
una sensazione di nostalgia immensa.
Tutto questo non è stato solo un periodo di divertimento ma anche di
riflessione perché finalmente ho capito cosa voglio fare in futuro e ci
metterò tutto me stesso per arrivare e superare gli obbiettivi che mi
sono imposto, quindi sono veramente grato all’associazione ANMI per la
grandissima possibilità che mi ha dato e mi ha fatto provare.”
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